L’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) ha ridisegnato i rapporti tra creditori e debitori, incidendo in modo diretto sul mercato dei Non Performing Loans.

Le nuove procedure mirano a prevenire le insolvenze e a ridurre i tempi di definizione, con effetti immediati sulla gestione dei portafogli deteriorati.Introdotta nel 2021 e oggi integrata nel Codice, la composizione negoziata consente alle imprese in difficoltà di avviare un percorso di risanamento con l’assistenza di un esperto indipendente.

Per i creditori, in particolare banche e servicer titolari di NPL, rappresenta un’occasione per favorire la continuità aziendale e massimizzare i recuperi rispetto a una liquidazione giudiziale.

L’avvocato svolge un ruolo decisivo: valutare la sostenibilità dei piani, negoziare accordi e monitorare la corretta esecuzione delle intese.

Il Codice ha reso più flessibili e attrattivi i piani di ristrutturazione, che diventano strumenti sempre più utilizzati per gestire le crisi.

Per gli operatori degli NPL, aderire a un piano ben strutturato può garantire tempi più rapidi e tassi di recupero superiori rispetto all’esecuzione forzata.

Inoltre, la possibilità di omologazione anche senza il consenso unanime dei creditori riduce il potere di veto e favorisce soluzioni equilibrate.Un’altra innovazione rilevante riguarda l’esdebitazione, ora accessibile anche a imprenditori individuali e consumatori.

Per i creditori, ciò comporta la necessità di presidiare le procedure fin dalle prime fasi: il rischio è vedere cancellati i debiti residui senza alcun ritorno economico.

La gestione proattiva diventa quindi essenziale: negoziare piani di rientro o soluzioni transattive prima che intervenga la liberazione definitiva del debitore.Il CCII offre nuove opportunità di dialogo, ma riduce gli spazi di manovra per chi si limita a un approccio difensivo

Le procedure più rapide e accessibili possono comprimere le tempistiche a disposizione del creditore. Tuttavia, chi è in grado di monitorare le imprese in difficoltà e di partecipare attivamente ai tavoli negoziali può ottenere recuperi migliori, trasformando una potenziale perdita in un ritorno parziale ma certo

La riforma richiede un salto di qualità alla professione forense. L’avvocato specializzato in NPL non è più soltanto il difensore nelle esecuzioni, ma un consulente multidisciplinare capace di leggere bilanci, interpretare business plan e interagire con esperti e commissari giudiziali.

Le competenze giuridiche devono integrarsi con quelle economiche e negoziali, in un’ottica di consulenza a 360 gradi.Il Codice della crisi segna un cambio di paradigma: da una logica basata sul contenzioso a una visione che privilegia prevenzione e continuità aziendale.

Per gli operatori NPL ciò significa adattare strategie e processi, passando da un recupero meramente giudiziale a un approccio più ampio e articolato.

Chi saprà muoversi con tempestività, competenza e visione potrà trasformare la riforma da vincolo a opportunità, massimizzando il valore dei portafogli deteriorati.

 

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